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Più Libri più Liberi 2019

Come saprete, quest’anno dal 4 all’ 8 dicembre, si è tenuto, a Roma, uno degli eventi più importanti per il settore della piccola e media editoria.

Una convention a cui hanno preso parte oltre 300 espositori, ospiti internazionali, politici, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, autori, scrittori… E perché no, anche molti traduttori.

Perché conviene partecipare ad eventi del genere?

Beh, innanzitutto chi è traduttore o quantomeno vuole esserlo ha dentro di sé una passione viscerale per il mondo della carta, della lettura ed è attratto anche solo dal profumo dei libri. (Mi auto cito, mi rendo conto).

Non tutti i miei colleghi traduttori però forse hanno saputo che per partecipare bastava richiedere il pass come “professionisti del settore”. (qualificandosi tramite un efficiente servizio mail, compilando apposito modulo) che garantiva l’accesso a tutte e cinque le giornate con una spesa di 15,00 € totali al fronte dei 10,00 € altrimenti, giornalieri.

Un bel risparmio, no? Sopratutto se si va lì con l’intento di procacciarsi un lavoro…

Un costo irrisorio che apriva un mondo di possibilità.

La location, innanzitutto, spaziale.

Una nuvola che fino a qualche giorno prima era per me una istallazione sprecata e inutilizzata, si è rivelata un nuovo pianeta da esplorare.

In orario tattico, poca fila, riduzione e…via!

Coccolati dalle copertine dei libri, ci si sentiva calamitati, ognuno verso la propria passione… Perché ce n’era veramente per tutti i gusti.

Si poteva assistere a nuove proposte, seguire presentazioni, seminari, talk… Ma mi limiterò a parlarvi della mia esperienza personale, sperando di potervi dare dei consigli costruttivi.

Le mosse che ho seguito non erano state così minuziosamente studiate ma avevo già in mente cosa fare, tra le decine di migliaia di persone che mi superavano tra gli stand espositivi, barcamenandomi tra l’afa della coltre nubacea (nonostante fosse dicembre) e le abili libraie commercianti che mi avrebbero rifilato anche l’elenco telefonico spacciandomelo per il best seller dell’anno, il tutto incorniciato in codici alfanumerici da seguire come nei grandi parchi commerciali, per cercare di non perdermi.

La Nuvola, Centro Congressi, Eur

All’inizio mi sono fatta un po’ ispirare dal mio senso senso, ho cominciato a girare un po’ a zonzo, rabattando qua e là informazioni sul programma che già da casa avevo letto – lo ammetto- ma che solo una volta sul posto potevo concretamente valutarne la fattibilità, calcolando e incrociando tempo e spazio.

Scovo la presentazione di un libro di una scrittrice argentina, di una casa a me nota e decido di assistere. Che bellezza… Presentazione in lingua, con il suo accento tipicamente “y” di un libro che neppure avrei mai letto se mi fossi soffermata sulla superficialità dell’erotismo alla Sasha Grey del quale sembrava imbrattato, eppure, adesso Kentuki ( edito da Sur) è ovviamente entrato nella mia booklist!

Samanta Schewblin durante la presentazione del suo Kentuki.

Chiaramente questa è solo una delle tantissime presentazioni che a me ha colpito, e non solo perché quando si tratta di iberoamericano mi affascina persino leggere il Menù di 100Montaditos (anche se non mangerei mai più lì...but this is another story...mi perdo nei meandri del mio cervello come al solito.. ).

C’era veramente qualsiasi cosa: da Franco di Mare (uomo che oltretutto amo, grazie al film sulla sua vita, interpretato da Beppe Fiorello, vivamente consigliato) che presentava la sua denuncia sociale, ai seminari di letteratura sulla rivoluzione bolscevica. Insomma, la parola chiave era focusing.

Solo così, mettendo bene a fuoco, si poteva ricavare qualcosa di utile; (altrimenti, si sa, le troppe informazioni finiscono per essere rigettare dalla nostra mente che in quel momento può essere distratta dalle diaboliche tentazioni vincenti caos, sonno, contapassi, fame, sovraffollamento, basta vado a casa eccetera)!

Presentazione del libro Sarò Franco

Ciò che io ho fatto è stato curiosare tra i teloni bianchi, alzare lo sguardo solo per leggere la tipologia di appartenenza della casa editrice e stilare un elenco di dieci (forse anche quindici) nomi che si occupano libri per bambini e ragazzi (essendo già nel settore dell’arte mi piacerebbe addentrarmi in un contesto più vicino al mio sogno didattico) e mentre appuntavo velocemente i nomi, controllavo che pubblicassero non solo in italiano ma anche da e verso la lingua spagnola e così me ne sono tornata a casa, con un bel bottino, qualche amicizia in più e sicuramente tante idee per propormi agli editori.

Sicuramente, e so che mi ripeto sempre, essere dei traduttori è un atto di coraggio, ma per farsi spazio è necesario essere imprenditori di se stessi.

Se avete pareri, opinioni o curiosità sarò lieta di ascoltare le vostre domande o la vostra esperienza e magari l’anno prossimo potete contattarmi per partecipare insieme a qualche fiera libraia.

¡ Muchas gracias por vuestra atención y hasta la proxima!

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