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Il fa(ntas)ticoso mondo della traduzione

Diventare traduttori è, ahimè,un atto di coraggio.

Me lo ripeto ogni qualvolta consegno una traduzione e attendo il compenso che spesso tarda ad arrivare.

Siamo convinti che utilizzare Google Translate possa salvarci la faccia senza farci sborsare un euro… Sicuramente non spenderemo dei soldi per pagare un traduttore ma il rischio che i risultati possano essere più o meno i seguenti è abbastanza alto.

Fonte: The Huffington Post
Il termine éxito in spagnolo indica il successo, ovvero, l'esito positivo di un'azione/di un esame - e non vuol dire assolutamente uscita, per cui la parola più adatta sarebbe stata salida (che non equivale a salita, questa si tradurrebbe con subida... Ma non perdiamoci in chiacchiere). 

Per diventare traduttori occorre essere muniti di tanta passione e tenacia, essendo consapevoli che il percorso è molto tortuoso. Bisogna sgomitare e farsi sentire, soprattutto perché non esiste un albo che possa tutelarci, abilitarci… insomma… è un vicolo che va percorso al buio. Bisogna reinventarsi, procacciarsi da soli i clienti, proporsi agli editori, ricevere tanti no e soprattutto essere pronti a pretendere il giusto onorario.

Ecco qualche tip per chi desidera affacciarsi a questo fantasticoso mondo:

  1. STUDIARE : Avere una buona preparazione, come in tutte le cose, sta alla base di questo percorso. Esistono molti corsi online e non, tuttavia personalmente consiglio l’iscrizione a un Corso di Laurea Magistrale in Traduzione Specializzata, se veramente si è convinti di voler intraprendere questa strada. Ce ne sono molti, validissimi, sparsi in tutta Italia (vedi Ateneo Forlì/Trieste/Salerno/Roma/Pescara/Pisa).
  • 2. NON IMPROVVISIAMOCI E SOPRATTUTTO ESERCITIAMOCI IN AUTONOMIA: Traduciamo i menù del ristorante, le locandine dei film, sottotitoliamo le serie Tv preferite! Traducendo in autonomia non avremo il timore di sbagliare e l’autocorrezione, a lungo andare, sarà l’arma vincente.
  • 3. EVITIAMO DI USARE TRADUTTORI SIMULTANEI E IMPARIAMO AD UTILIZZARE GLI STRUMENTI GIUSTI : Vocabolario, Glossario, Dizionario delle Collazioni, CAT Tools ( questi ultimi sono software di traduzione assistita che possono darci una mano ottimizzando i tempi di traduzione). Leggiamo nella lingua che ci piace tradurre e impariamone i modi di dire.
  • 4. SIAMO TRANSCREATOR: creiamo contenuti, adattiamo le parole reperite da MLT, MBT, contesti totalmente ameni, ma quando la lampadina si accende…nulla può fermarci, diamo alla luce un testo da zero, perché il lavoro che facciamo è un’arte. Ci avete pensato? Nessuna traduzione sarà mai uguale all’altra ed è questo che rende questo lavoro magico e, appunto, fantastico(so).

5. RICHIEDERE LA TARIFFA GIUSTA: Controlliamo le tariffe dei nostri colleghi facendo un giro di passaparola, un’indagine di mercato, una spulciatina su internet. C’è chi richiede il proprio onorario a parola, a pagina, chi ad ore. Personalmente il mio consiglio è di considerare quanto si pensa possa essere commisurato allo sforzo impiegato, al tempo, alle energie, alla fatica della traduzione. Ci sono testi specialistici ( documenti giuridici, medici, bancari) che, il più delle volte, richiedono uno studio a parte della materia e un’immersione nell’argomento totale, per cui la tariffa deve necessariamente essere più alta di quella che si richiede per tradurre una cover letter o una mail. Una volta deciso, specificare al cliente le modalità di pagamento e le tempistiche, prima di assumersi l’incarico… Non si sa mai che poi cambi idea… e sparisca perché “tanto c’è Google Translate”.

Per oggi le mie tip sono finite, ma ovviamente potrei scrivere un libro, perciò scrivetemi o lasciatemi un commento per chi vuole saperne di più.

Grazie per l’attenzione y… Qué tengan éxito!

4 pensieri su “Il fa(ntas)ticoso mondo della traduzione”

  1. Sono assolutamente d’accordo su tutto ciò che leggo qui; da utente di traduzioni, devo però riportare una mia esperienza molto negativa. Fatto un giro sul web, scelto un servizio professionale di traduzioni, scelto un traduttore (israeliano) che si occupasse di un mio romanzo (ITA-EN), concordato il prezzo e i tempi, ho avuto lo sgradevole risultato d’una traduzione peggiore di quella che avrei ottenuto con Google translate. Il risultato? 1500 € buttati al vento.
    Da allora due le opzioni che vedo: la prima, studiare molto per farlo da soli, la seconda, accettare una collaborazione compensandola con una partecipazione agli utili delle vendite. Alla fine, credo sia giusto condividere il rischio; anche l’autore ci mette molto tempo a dar corpo alla sua opera, non vi pare?

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    1. Purtroppo queste cose capitano perché la nostra categoria non viene tutelata da un albo e potenzialmente tutti possono spacciarsi per traduttori. Solitamente il committente dovrebbe richiedere una prova retribuita o una simulazione anche di una sola pagina per valutare il grado di efficienza…. Ma non è sufficiente.
      Sta nel buon senso delle persone, d’altro canto, come in tutte le cose…

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